blog archives: January 2008January 22, 2008 Called "the People's car" by its manufacturer Tata Motors, the Nano is a compact car soon to be available in India at the incredibly low price of 100,000 rupees or $2,500. Following the production of 250,000 Nanos in the first year in India, additional lines are scheduled to open in Africa, South America, and Southeast Asia. IT: Le conseguenze ambientali della Tata NANO Chiamata dal suo produttore Tata Motors, “l’auto per tuttiâ€, la Tata Nano è un’auto compatta a breve disponibile sul mercato indiano all’incredibile prezzo di 100.000 rupie (2.500 dollari). Dopo una prima distribuzione di 250.000 Nano in India nel primo anno, ve ne sono in programma altre anche in Africa, Sud America e Asia Sud Orientale. La Nano non è un’auto ecologica. Sebbene, come si evince dal nome, le sue ridotte dimensioni comportino un più basso consumo di carburante rispetto a vetture più grandi, il fatto che venga venduta a un prezzo così basso significa che il semplice numero di Nano in circolazione potrebbe avere un grosso impatto sull’ambiente. Questo scenario è stato definito un “incubo†dall’economista indiano Rajendra Pachauri, lo scienziato più illustre delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Altri elogiano la Nano per la sua potenziale capacità di cambiare per sempre la vita degli indiani. In un articolo del 14 febbraio apparso su Slate Magazine si pone il seguente quesito: “Cosa accade quando l’attuale movimento, lodevole e all’avanguardia, per la tutela dell’ambiente entra in conflitto diretto con l’altrettanto lodevole, ugualmente moderno movimento volto al miglioramento della vita dei più poveri? Ancora prima dell’avvento della Nano, nel gennaio 2006, il Financial Times riportava: “ci si aspetta che il mercato automobilistico cinese, attualmente il terzo al mondo, continui a svilupparsi di circa il 15% ogni anno, raggiungendo, per la fine del decennio, una domanda che si aggirerebbe attorno ai 9m di vetture all’anno. Oggi, solo circa l’1.25% della popolazione possiede un’auto. Se il livello raggiungesse quello americano, la Cina conterebbe più di un miliardo di veicoliâ€. Questi non sono scenari apocalittici, ma piuttosto l’imminente realtà . Cosa sappiamo dell’inquinamento atmosferico e dell’utilizzo dei veicoli? L’inquinamento atmosferico rappresenta, soprattutto nei paesi industrializzati, uno dei maggiori problemi di sanità pubblica. È stato stimato che in Europa esso costituisca il principale fattore di rischio ambientale e l’ottava causa di morte. È stato riportato che l’inquinamento da polveri fini nell’ambiente urbano determina circa 100.000 morti all’anno e in particolare che la mortalità per cancro del polmone aumenta di circa l’8% per ogni incremento di 10 μg/m3 di PM2. La Tata Nano rispetterà i livelli europei in quanto a emissioni di gas di scarico. Tuttavia, bisogna tenere presente che i livelli europei sulle emissioni di gas di scarico regolano le particelle che formano lo smog e non le emissioni di CO2. Gli standard Euro IV sono più rigorosi rispetto a quelli attualmente in vigore per motocicli e scooter, che comprendono la maggior parte del traffico indiano su ruote. Comunque, in termini di risparmio di carburante, il trasporto su due ruote può arrivare fino a 80 km/litro contro i 21 km/litro della Nano. Studi a lungo termine, condotti dalla Fondazione Europea Ramazzini e da altri enti, hanno dimostrato il rischio cancerogeno della benzina, di alcuni suoi componenti, inclusi gli additivi, e delle emissioni di scarico. L’introduzione di massa di queste sostanze nei paesi in via di sviluppo è molto preoccupante da un punto di vista di sanità pubblica. La Nano non è che un altro incentivo a promuovere la ricerca industriale e scientifica al fine di produrre veicoli a basse emissioni e alternative “pulite†alla benzina. Posted 22:22 January 11, 2008 A January 9th New York Times article entitled Food Allergies Stir a Mother to Action discusses the quality of the food we eat and feed to our children. The story features AllergyKids, the only independently-funded food allergy organization in the United States. Founder and mother of four Robyn O'Brien believes that the US food supply is being manipulated with additives, genetic modification, hormones and herbicides, causing increases in allergies, autism and other disorders in children. In addition to an information campaign to encourage parents to avoid anything genetically modified, artificially created or raised with hormones, Ms. O'Brien has created a series of products (stickers, badges etc.) to help identify children with allergies. She has also started a Foundation to fund independent food allergy research. AllergyKids represents a very interesting example of how grass-roots, independent organizations are taking action on issues that were once the competencies of regulatory agencies. IT: Un articolo dal titolo Le Allergie Alimentari Provocano la Reazione di una Madre apparso il 9 gennaio sul New York Times, tratta della qualità degli alimenti che noi e i nostri figli consumiamo. Protagonista della storia è AllergyKids, l'unica organizzazione indipendente americana sulle allergie alimentari. Robyn O'Brien, fondatrice dell'organizzazione e madre di quattro ragazzi, sostiene che i generi alimentari americani vengano manipolati geneticamente, con additivi, ormoni ed erbicidi che causano un aumento di allergie, autismo e altri disturbi infantili. Oltre a una campagna informativa per incoraggiare i genitori a evitare qualunque alimento geneticamente modificato, creato artificialmente o trattato con ormoni, la Signora O'Brien ha ideato una serie di prodotti (adesivi, cartellini ecc.) che semplificano il riconoscimento dei bambini allergici. Ha anche avviato un programma di ricerca indipendente sulle allergie alimentari. AllergyKids rappresenta un esempio molto interessante di come le organizzazioni indipendenti si stiano oggi occupando di tematiche una volta di esclusiva competenza delle agenzie preposte. A proposito degli effetti a lungo termine per la salute? Mentre è assodato che alcuni alimenti e additivi alimentari causano ovvie e immediate reazioni allergiche nei bambini, sarebbe altrettanto necessario considerarne gli effetti, spesso invisibili, a lungo termine. E' importante ricordare che quando si parla di dose giornaliera ammissibile (DGA) di additivi alimentari, spesso ci si riferisce a quantità in termini di mg/kg di peso corporeo. Nel caso dei dolcificanti artificiali, come l'aspartame, è relativamente facile per un bambino che pesa 30kg raggiungere o oltrepassare il DGA che, in Europa,è pari a 40mg/kg al giorno. E' altresì importante sottolineare che i bambini formano un unico sottogruppo all'interno della popolazione e per questo richiedono particolare considerazione in termini di valutazione del rischio. I bambini non sono adulti in miniatura. I loro organi e tessuti crescono rapidamente, sviluppandosi e differenziandosi. Tali processi di sviluppo creano spazio a una grande vulnerabilità alle sostanze tossiche ambientali. Questo è stato dimostrato anche sperimentalmente, infatti in animali molto giovani le cellule cancerogene si sviluppano creando più facilmente metastasi. Il messaggio di prudenza della Signora O'Brien ai genitori è molto importante e dovrebbe essere sostenuto con l'avviamento di nuovi esperimenti a lungo termine sugli additivi alimentari e gli agenti inquinanti più diffusi. Posted 11:11 January 02, 2008 News from the Financial Times, published December 22, 2007 Posted 2:02 |
RECENT POSTS/POST RECENTI
CATEGORIES/CATEGORIE
ARCHIVE/ARCHIVIO
|